In Antropologia, per tecniche del corpo si intendono una serie di pratiche (trances e possessioni rituali, ecc) e condizioni (quali ad esempio estasi e ipnosi spontanee, attività onirica) cui corrispondono stati di coscienza diversi da quello ordinario-razionale; in tali fasi i parametri fisiologici e biochimici si modificano sensibilmente. Gli stati di coscienza (cui si aggiungono esperienze di preghiera, meditazione, ipnosi indotta e pratiche moderne), fino a un recente passato considerati ‘alterati’, hanno inciso sulla sopravvivenza umana quanto le risposte biologiche dell’attacca o fuggi. La percezione di un ‘sé’ oltre quello corporeo, ma strettamente collegato ad esso, ha consentito agli individui di mettere in atto meccanismi di autoguarigione, o di superare una moltitudine di stati d’animo quali rabbia, vergogna, angoscia, melancolia, prostrazione, che, se protratti nel tempo, minano l’esistenza quanto i pericoli materiali. La differenza potrebbe risiedere nel fatto che questi ultimi sono relativi ad un dato momento e tendono a ledere direttamente l’integrità fisica; i primi, invece, agiscono a livello psichico in modo più o meno costante, incidendo indirettamente ma significativamente sul piano corporeo.
Si ribadisce che le diverse culture hanno sviluppato proprie modalità, atte a giungere alla percezione profonda di un ‘io’ intimamente connesso con l’universo della trascendenza. Sistemi grazie ai quali l’uomo risolve i problemi del vivere quotidiano, mentre consolida sempre più il proprio legame con la divinità o con una dimensione che regola e dà senso a nascita, morte, e tutto ciò che di visibile e invisibile lo circonda.
Nell’ambito delle pratiche filosofico-religiose, indubbiamente l’antica arte della meditazione rappresenta ancora oggi una modalità altamente efficace ai fini della ricerca di una sana relazione mente-corpo, coi risvolti psico-fisici che ne derivano, come sempre più dimostrano studi scientifici di livello internazionale. L’uomo sembrerebbe, anche in questo caso, aver seguito un istinto naturale al fine di garantirsi salute ed equilibrio . La duttilità della meditazione emerge nel suo essere strumento universale, valido in ogni tempo e indipendentemente da appartenenze filosofiche o religiose, efficace oggi come migliaia di anni fa. Le varie modalità rivelano esiti incoraggianti. Dalle tecniche meditative più antiche ad altre messe a punto su quei modelli, adeguate a nuove esigenze culturali (la mindfulness tra queste), tutte sembrano mirare verso ciò che Alexander Lowen definisce ‘forza spirituale della salute’.
Lo stato contemplativo può essere esperito di per sé con sorprendenti effetti in quanto a rilassamento e concentrazione; oppure modellato su una particolare tematica, consentendo di apprendere modelli mentali più adeguati e nuove esperienze affettive. Come già affermato, la variante ipnotica è applicata sempre più nell'ambito clinico con incoraggianti risultati. Qualunque sia la tipologia utilizzata, di norma si invita a evitare l’atteggiamento critico e giudicante dando maggior spazio ad un ‘lasciar scorrere’. Difficile spiegare la qualità di questo ‘fluire’,proprio perché esso trascende logiche razionali, rendendo modi e stili di vita più adeguati alle esigenze del corpo, della psiche e dello spirito. Le diverse esperienze che possono raggiungersi attraverso le pratiche meditative e ipnotiche rappresentano altrettanti stati di coscienza utili per gli innumerevoli benefici in termini P.N.E.I. e una generale acquisizione di consapevolezza. La stessa che diventa fondamentale per un nuovo paradigma umanistico ancor prima che terapeutico.