Con le recenti acquisizioni delle neuroscienze, abbiamo tutti gli elementi per comprendere cosa succede in quel momento in cui scatta la DHS (Sindrome di Dirk Hamer), che Hamer ha identificato essere il disturbo all’origine di tutte le malattie.

Diventano, ora, facilmente comprensibili gli enunciati esposti nella Legge ferrea del cancro: Ogni programma speciale, biologico e sensato (SBS) inizia con una DHS (Sindrome di Dirk Hamer), cioè con uno shock conflittuale gravissimo, inaspettato, altamente drammatico vissuto con un senso d’isolamento, contemporaneamente su tre livelli: nella psiche, nel cervello e nell’organo. Una chiave speciale, apre una serratura speciale!

Uno stimolo emotivamente adeguato attiva una via diretta di risposta, senza la mediazione della coscienza. L’intelligenza evolutiva dell’organismo viene in aiuto quando le circostanze colgono impreparato l’individuo (o l’animale, visto che, da questo punto di vista, i meccanismi di salute e malattia sono identici). Hamer sottolinea con enfasi il concetto di “inaspettato”: la DHS, con l’attivazione conseguente delle catecolamine, diventa, così, la prima risposta automatica, preconfezionata dalla natura per predisporre l’organismo ad una risposta efficace.

Nell’istante della DHS, il contenuto del conflitto biologico, ovvero la maniera in cui la persona percepisce un determinato evento, determina sia la localizzazione del SBS nel cervello con il cosiddetto Focolaio di Hamer, sia la localizzazione nell’organo come cancro o malattia oncoequivalente. La reazione emotiva specifica di un determinato sistema emotivo che, oltre a produrre risposte viscerali specifiche, interessa localizzazioni cerebrali specifiche!

Hamer giunge a questa conclusione dall’osservazione diretta dell’interessamento cerebrale mediante le immagini da tomografie computerizzate del cervello. Ora sappiamo anche dalla neurobiologia che non esiste un unico sistema emotivo, ma ogni emozione ha un suo particolare sistema, con interessamento di aree cerebrali specifiche. Inoltre sappiamo che ogni emozione è in grado di attivare risposte viscerali specifiche, coinvolgendo organi e tessuti specifici.

La scelta dell’organo, quindi, non è casuale o determinata da ipotetici “difetti costituzionali”: vengono attivati proprio quegli organi la cui funzione è implicitamente coinvolta nel contenuto emotivo dello shock. Proprio come nel caso personale di Hamer dove, avendo subito una DHS dalla perdita del figlio, si è attivato un funzionamento “speciale” proprio nell’organo legato alla riproduzione maschile, cioè il testicolo. Il decorso del programma SBS è sincrono su tutti i livelli (psiche - cervello - organo) dalla DHS fino alla soluzione del conflitto, compresa la crisi epilettoide nel punto culminante della fase di riparazione e il ritorno alla normalità.

La sindrome di dirk hamer DHS

Tabella 8. Le relazioni tra eventi emotivi ed eventi biologici secondo Hamer

Vi è una compartecipazione di sistemi cerebrali e sistemi viscerali che seguono l’andamento dell’efficacia adattativa della risposta, di cui il livello dell’esperienza emotiva è testimone: fintantoché la risposta non è efficace, il vissuto rimarrà “conflittuale” e il programma attivo, con l’effetto di un funzionamento viscerale simpaticotonico, solo quando la risposta sarà efficace verrà percepita emotivamente come “conflittolisi” (“il problema è, finalmente, risolto!”) con l’evoluzione del programma nella direzione del recupero e della riparazione, con l’effetto di un funzionamento viscerale vagotonico, fino al ripristino della normalità.

Con la legge ferrea del cancro, crolla, quindi, l’idea millenaria che la malattia è un’entità: la malattia non è qualcosa, ma un programma di funzionamento speciale di organi e tessuti, tipico di una funzionalità modificata di tipo neurovegetativo; come lo definisce Hamer è un funzionamento speciale, finalizzato ad uno scopo biologico, in quei frangenti ove non abbiamo altra possibilità di risposta, in quello stato di inibizione dell’azione che già Laborit aveva individuato come precondizione di malattia. Il sistema nervoso autonomo o vegetativo, però, non altera il “terreno” su cui s’impianta un’entità denominata malattia, come sostiene da sempre la Medicina Psicosomatica, ma modifica direttamente il funzionamento degli organi, dal momento che direttamente sono regolati da esso.

La malattia non è, quindi, un “parassita” cattivo della natura ma corrisponde alla modificazione funzionale di quello stesso “terreno” così caro agli psicosomatisti, cioè degli organi e dei tessuti. La modificazione avviene con una sequenza precisa e sensata e assolve al compito biologico implicito nel contenuto emotivoviscerale dello shock. Ad esempio: perdo un figlio, devo riprodurmi; oppure: ho inghiottito qualcosa di indigesto, devo digerire di più; oppure: qualcosa mi ha intossicato, devo evacuare e rigettare subito, e così via. Un vero e proprio cambio di paradigma!