La metodica diagnostica proposta è in grado di individuare la presenza di migliaia di molecole diverse fra loro, in accordo con quanto specificato nel paragrafo precedente, nelle aree cerebrali e spinali correlate con i punti di misura. I punti attualmente identificati consentono l’esplorazione di trentotto aree cerebrali e due spinali. Della moltitudine di molecole potenzialmente presenti nel nostro organismo, alcune sono individuabili solo in conseguenza di un determinato processo biochimico in atto. Se il processo riveste caratteristiche di anormalità, i suoi cataboliti potranno fungere da marker del processo stesso.  Per quanto concerne la correlazione fra molecola identificata col meccanismo di risonanza e la sua collocazione fisica, essa è definita dal potere risolutivo del punto di indagine impiegato: la molecola identificata in un volume (voxel) che sarà più o meno ampio, in funzione delle caratteristiche tipiche della finestra stessa in accordo col percorso dello specifico meridiano, già descritti in larga parte dai cinesi e validati con tecniche moderne (radioisotopi, scansori SQUID).

In realtà vengono rilevate solamente le molecole libere, quindi non legate a substrati, scavengers, transporters, etc. Questa prerogativa ci consente di discriminare automaticamente tutte le sostanze presenti in via naturale e non patologica all’interno dell’equilibrio omeostatico, evitando così di presentare una enorme quantità di dati privi di significato diagnostico.

Le molecole markers potranno essere dunque identificate, valutate per ampiezza e correlate con la posizione fisica nel corpo, nei limiti di risoluzione spaziale della “finestra” di indagine utilizzata.  In altre parole, dal percorso del meridiano passante per l’area fisica da osservare identificato dalla Biophysiscs Research, facente capo al punto terminale di misura.

Controllando in rapida sequenza i marcatori di ciascuna molecola che si vuole ricercare sul terminatore corrispondente all’area del corpo interessata, si potrà valutare con immediatezza l’eventuale presenza e consistenza nella predetta area di una o più delle molecole testate.

L’istogramma delle ampiezze relative di ciascuna molecola controllata, per ciascuna area di interesse (tronco encefalico, corticale frontale, sub-corticale, corticale motorio, temporale, corticale occipitale, midollo spinale rispettivamente emilato sinistro e destro), fornirà il quadro della situazione presente che potrà essere ricondotto con facilità ad una patologia nota, esaminando la tipologia dei cataboliti presenti e la loro dislocazione fisica, compresa un’eventuale lateralità.

Quando viviamo un evento che ci colpisce all'improvviso scatenando una violenta reazione emozionale che rimane chiusa in noi, attiviamo gruppi di neuroni differenti, ogni gruppo correlato con una singola componente emozionale (ansia, rabbia, svalutazione, risentimento, depressione, etc.).

Nei primi anni della nostra vita ci vengono trasferiti i modelli di reazione per ogni situazione che viviamo, modelli fortemente condizionati dal carattere di chi li trasferisce: in primis i genitori, poi i fratelli, nonni, zii, maestre dell'asilo, etc..  

L'analisi del peso delle singole componenti presenti in più eventi somatizzati messi in luce dopo un test, evidenzia il nostro modi di reagire da più punti di vista:

 

  1. Equilibrio-squilibrio fra componenti eccitatrici (adrenalina, dopamina, acetilcolina, glutammato, etc.) ed inibitrici (GABA, glicina, VIP, istamina, etc.)
  2. Frequenza di determinati ormoni, neurotrasmettirori e neuropeptidi in ciasun evento somatizzato.  A titolo di esempio: presenza di pregnenolone e/o progesterone in 7 di 8 eventi esaminati. La signora in questione reagisce sistematicamente svalutando il femminile. Altro esempio: presenza di bombesina in 6-7 eventi di 8 esaminati.  In questo caso la persona reagisce con un eccesso di risentimento cronicizzato.  In altri termini,non perdona mai.

 

Sia nel primo che nel secondo caso, modelli di reazione così squilibrati portano a conseguenze importanti.  Nel primo caso un eccesso di inibitori, molto più frequente del caso opposto (eccesso di eccitatori), porta a consequenze sulla personalità, ma anche sull'efficienza del sistema immunitario.  Ricordo che le cellule del sistema immunitario hanno sulla membrana esterna recettori per TUTTI i tipi di neurotrsmettitori, col risultato di inibire più o meno intensamente l'azione delle difese.

Nel secondo caso, frequente nel mondo femminile, si va incontro ad inibizioni della libido, a svalutazioni pesanti della propria figura femminile, etc., con conseguenze nei rapporti col partner, nell'ambito lavorativo od altro.  

Il Bio-Explorer permette dunque in 15 minuti di ricavare i modelli di reazione tipici di una persona, consentendo di portare alla sua coscienza gli squilibri individuati e di istruirla sul come procedere per una attenuazione degli squilibri del modello di reazione evidenziati dal test.  In altri termini il Bio-Explorer non solo è indispensabile per individuare singoli eventi somatizzati nel passato (ricordo che viene indicato quando sono avvenuti), ma anche di insegnare al paziente come evitare ulteriori somatizzazioni nel futuro.

 

 

 

 

 

 

 

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