Da quanto osservato, possiamo dedurre il respiro olistico dell’approccio considerato, il quale si collega alle costanti universali osservate alla fine del primo capitolo. In considerazione di quanto emerso, possiamo solo immaginare quali nuove frontiere possano aprirsi, tanto a livello diagnostico quanto nella messa a punto di una strategia terapeutica mirata.
Ricapitoliamo e integriamo: al fine di poter rilevare lo stato del paziente, il Bio-Explorer sfrutta le frequenze elettromagnetiche che danno luogo ad uno spettro di riferimento di tutte le sostanze che permettono di interpretare la vita psichica e gli scambi cellulari su stimolazione del network neuronale. Lo spettro finale è il risultato interattivo dei singoli spettri, ognuno dei quali risultante da una rilevazione quantistica applicabile in medicina (QED, Quantum Electro Dynamics). In alcune zone del corpo si trovano ‘finestre’ di emissione elettrica, punto di sbocco della struttura (molecola o cellula o organo) che emette una propria frequenza.
L’emissione elettrica in uscita rileva dunque tanto il livello di regolazione omeostatica in assoluto, e quindi la condizione di apparati anatomici (aree cerebrali e organi), quanto l’espressione patologica di molecole e sostanze all’interno dell’organismo: queste ultime sono misurabili grazie al rilevatore (probe), su stimolazione elettromagnetica di un campione (neurotrasmettitore, peptide, ormone, markers di vario tipo, metallo pesante, parassita) esterno al corpo del paziente. Nelle misure di base in assenza di markers, il puntale capta la corrente emessa spontaneamente dal punto di misura (corpuscolo della rete di Bong-Han Kim) ed il sistema computerizzato ne registra il valore. Se questo si presenta entro i 300-400 nA è assodata una regolarità di emissione, che corrisponde a una situazione molecolare e sistemica nella norma. Valori diversi da quelli nominali indicano una qualche anomalia, tanto importante quanto più si discosta da quelli di riferimento. Utilizzando un marker molecolare, le variazioni di corrente rilevate dallo strumento sono proporzionali alla quantità della specifica molecola espressa nell’area correlata col punto di misura.
Il grado di sensibilità del Bio-Explorer è molto elevato: calcolando che siamo nelle unità di misura delle picoMoli,è possibile individuare un processo degenerativo con un anticipo di una diecina di anni, e i segni clinici di un tumore allo stato iniziale quando ancora si compone di pochissime cellule alterate. Di seguito un generico elenco delle indagini che si possono effettuare, in considerazione del fatto che possono essere ricercate oltre 120 molecole diverse:
-neurotrasmettitori, neuropeptidi, ormoni
-processi di ossidazione-nitrosilazione-glicosilazione
-markers batterici, virali, fungini
-markers infiammatori e immunitari
-proteine e amminoacidi
-metalli pesanti
-marcatori etilici
-parassiti
Prendendo spunto dall’assegnazione di uno dei due Nobel per la medicina di quest’anno, 2015, relativamente alla ricerca sull’infestazione parassitaria, ci soffermiamo sull’incidenza dell’invasione patogena, sia come causa che come concausa di malattia.
In base all’esperienza dei medici che utilizzano il Bio-Explorer, eventi traumatici che interessano il cervello addominale, attivando neuroni che emettono sostanze inibitrici del sistema immunitario, favoriscono lo sviluppo di parassiti, con conseguenti problematiche serie le cui cause sfuggono il più delle volte alla medicina ufficiale. L’attivazione dei linfociti TH-2 porta ad inibizione dei TH-1 antitumorali, inibizione delle caspasi 3 e 7, con conseguente proliferazione di cellule tumorali nella zona colpita, dove sono presenti parassiti. Se i parassiti permangono a lungo nell’area intestinale tendono inoltre a migrare nei vari organi, compreso il cervello, che riescono a raggiungere senza eccessiva difficoltà, con possibilità di attraversamento della barriera emato-encefalica: i danni sono notevoli, soprattutto quando concorrono all’azione di malattie neurodegenerative. Purtroppo la pericolosità di questi ‘ospiti’ (con conseguenze generali dannose, concausa di malattie neurodegenerative, immunosoppressione) viene ancora quasi del tutto ignorata dalla medicina ufficiale; si spera che il Nobel di quest’anno apra nuove frontiere di conoscenza ed attenzione su questo tema.
Sarebbe auspicabile che lo strumento trovasse applicazione soprattutto (ma non solo) a fini preventivi, nell’ambito di screening mirati a rendere sostenibile una sanità pubblica sempre più in crisi. Solo per fare l’esempio delle malattie neurodegenerative (che gravano pesantemente sullo Stato e sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie) pensiamo all’utilità di una loro anticipazione grazie alla lettura specifica di segnali biochimici che precedono di gran lunga quelli clinici, con la possibilità di rallentare i meccanismi della patologia. Dalla letteratura emerge che il processo neurodegenerativo non è mai isolato ma si accompagna ad una serie di dinamiche (ossidative, infiammatorie, vascolari, infettive, eccitatorie, ecc.) il cui riequilibrio può garantire un’alta qualità di vita, sempre che si intervenga in tempi utili.
La scelta terapeutica come logica conseguenza all’uso del Bio-Explorer sottende la stessa visione olistica di quella diagnostica, nella concezione di una cura integrata che permetta di fronteggiare patologie o segnali neurodegenerativi, autoimmuni, oncologici, psicopatologici, cronici. Qualunque sia la malattia o il malessere in atto, le azioni di cura sistemica non possono prescindere dalla disattivazione neuronale di molecole eccitatorie/inibitorie: entrambe dalla correzione in termini di resilienza emozionale. Essa deve intendersi quale risultato di una proposta rieducativa volta a rendere consapevole il paziente delle sue innate capacità: appropriandosi di nuovi stili di vita, evolvendo traumi, trasformando modelli famigliari, educativi e culturali, risanando archetipi interiorizzati in modo alterato. Tante sono le modalità (e soprattutto perfettamente compatibili e sinergiche), alfine di garantire sempre maggiore dignità all’essere umano, fondamentale quanto il proprio diritto ad esistere.