Perché il meccanismo di risonanza si manifesti, è peraltro necessario che gli spettri del segnale emesso e del recettore siano identici. Questa prerogativa consente la discriminazione di un numero elevatissimo di sostanze, purché sia disponibile un campione eccitatore debitamente trattato quale emettitore di stimolo. A parità di intensità del campo emesso dal campione esterno, la variazione di corrente sul punto di controllo sarà proporzionata al prodotto del processo di risonanza, legato alla quantità della sostanza endogena presente. Se il campione esterno emette su uno spettro diverso da quello presente nel dominio dell’area da controllare, non vi sarà alcuna reazione.
Considerando che la corrente emessa dai punti di agopuntura impiegati quali finestra di osservazione in soggetti sani con condizioni omeostatiche nominali, è di norma circa 350 nA, se lo spettro emesso dal campione esterno interagisce con un dominio di coerenza avente lo stesso spettro, la sinergia creata dalla risonanza provocherà una variazione delle regolazioni omeostatiche con conseguente variazione proporzionata della corrente. In casi estremi si possono raggiungere variazioni anche superiori a 3000 nA.
In altri termini, se la sostanza eccitatrice esterna è presente nell’area controllata dalla “finestra” alla quale facciamo riferimento con le misure, otterremo una variazione di corrente proporzionata alla quantità di sostanza endogena espressa; se la sostanza endogena è assente, potremo avere una reazione di tipo negativo (diminuizione di corrente), dovuto all’effetto tossico del reattivo esterno, se l’equilibrio omeostatico è appena stabile (debolezza del paziente), come di norma in un paziente con stato generale compromesso.
Per il controllo delle aree del corpo interessate, nel caso specifico cerebro-spinali, si fa riferimento al metodo di misura di correnti originariamente studiato dal Dott. H. W. Schimmel e dall’Ing. E. Rasche, alla metodica diagnostica ed ai punti di misura studiati dalla Biophysics Research di Roma.