Si definisce bevanda alcolica qualsiasi bevanda contenente alcol etilico (anche detto etanolo).

Una bevanda alcolica si può ottenere mediante:

  • fermentazione alcolica degli zuccheri contenuti nei frutti o nei cereali (ad esempio il vino dall'uva o la birra dall'orzo)
  • distillazione di:
    • bevande fermentate (ad esempio il brandy dal vino)
    • cereali o altri vegetali ricchi i zucchero o amidi (ad esempio la vodka da grano e patate)
    • residui della produzione di bevande fermentate (ad esempio la grappa dalle vinacce)
       

L'etanolo ha molteplici effetti sull'organismo umano, di natura:

  • energetica, viene convertito in Acetil CoA bypassando il ciclo di Krebs
  • farmacologica, di ampio spettro: ha sia funzione diretta su recettori determinati, sia azione aspecifica, in particolar modo destabilizzando le membrane cellulari
  • tossica, a livello epatico, principalmente, ma non solo (ad esempio delirium tremens)
  • di dipendenza, sviluppando diversi disturbi psichici: demenza, psicosi, disturbi dell'umore, d'ansia, disfunzione sessuale, disturbi del sonno.

 

Nel consumo cronico, invece, si tende alla sostituzione di maggior parte della dieta con l'alcol: questo porta alla caratteristica deficienza in tiamina tipica dell'etilista, con conseguenti neuropatie del sistema nervoso centrale. Inoltre è fattore di rischio di numerose patologie come cirrosi epatica e cancro.
L'abuso di alcol in gravidanza può causare danni fisici e mentali al feto.

L'etilismo è considerato un problema sociale essendo una causa importante di violenze e di incidenti automobilistici: dal 2002 il livello di alcolemia accettato per i guidatori è sceso da 80 a 50 mg/100mL.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, gli alcolici occupano il quinto posto.

Di seguito l'elenco dei marcatori specifici per la diagnosi dell'alcolismo:

  • Acetaldeide: fornisce indicazioni se il paziente è un bevitore occasionale ed ha bevuto di recente (6/7 ore).
  • 5-Hidroxytriptofolo: Indica se il paziente ha bevuto negli ultimi due giorni quantità anche minime (mezzo bicchiere).
  • la presenza dei due seguenti marcatori consente di effettuare una corretta diagnosi di alcolismo cronico:

Le aree d'interesse per effettuare diagnosi di alcolismo sono tipicamente il temporale, il parietale ed  il frontale, ma anche parasimpatico e l'occipitale in alcuni casi.