Hamer ha potuto evidenziare tali assunti grazie al tipo di ricerca da lui condotta, partita sostanzialmente dal dramma familiare “shockante” che lo ha colpito in prima persona e non secondo un modello prestabilito dalla letteratura del tempo; ma l’elemento fondamentale che lo sostenne in una direzione diversa nacque dall’osservazione diretta, attraverso lo studio della TAC cerebrale, di “qualcosa” - i “Focolai di Hamer” - che succedeva nel cervello, sempre nello stesso punto, a seconda della medesima malattia. Egli si accorse, infatti, che tutti pazienti con una lesione, ad esempio, polmonare, presentavano un focolaio sempre nello stesso punto del cervello, nello specifico a livello del tronco cerebrale; oppure, tutti i pazienti che avevano, ad esempio, una lesione a livello della laringe presentavano un focolaio sempre a livello della corteccia periinsulare sinistra. Questa scoperta eccezionale permise, così, al dott. Hamer di mappare sistematicamente ogni organo e tessuto nella sua relativa localizzazione cerebrale. L’altro elemento eccezionale della scoperta dei focolai era che essi corrispondevano sempre, nel 100% dei casi, ad un certo contenuto emotivo conflittuale: ad esempio, sempre nel caso di una patologia polmonare, i focolai era sempre a livello del tronco encefalico e i pazienti avevano patito sempre la stessa DHS, cioè un evento inaspettato, emotivamente shockante, nello specifico di paura di morire. “L’espressione “Focolai di Hamer” è stata coniata dai miei oppositori che hanno sprezzantemente chiamato queste formazioni nel cervello da me scoperte “gli strani focolai di Hamer” ma che nel frattempo sono diventati dei riferimenti sicuri. Il termine focolaio di Hamer (FH) indica la porzione, l’area, la regione o il punto del cervello attivato da una DHS. Pertanto il punto non è casuale bensì corrisponde al relè del “computer” cervello che, nell’istante della DHS l’individuo “associa” al contenuto conflittuale. A partire da questo Focolaio di Hamer viene a sua volta interessato l’organo correlato al FH e tutto accade nel medesimo istante della DHS. Con la fase di stress permanente (simpaticotonia), che in linea di massima è già prestabilita si modificano in misura crescente le condizioni di comunicazione dei nervi cerebrali, cioè viene interessata un’area sempre più grande oppure la zona già attivata si altera maggiormente. Con la tomografia computerizzata (TAC) si può fotografare questo focolaio, vale a dire un relè cerebrale specifico che normalmente innerva l’organo e che si trasforma in Focolaio di Hamer a causa di una DHS” (Hamer, 2004). I Focolai di Hamer sono, quindi, la prova della correlazione cerebrale tra psiche e organo!

Focolaio di Hamer alla Tac cerebrale. Tratto da “Il capovolgimento diagnostico”   Focolaio di Hamer alla Tac. Tratto da “Testamento per una Nuova Medicina”

Focolaio di Hamer alla Tac cerebrale.                                                        Focolaio di Hamer alla Tac cerebrale.
Tratto da “Il capovolgimento diagnostico”                             Tratto da “Testamento per una Nuova Medicina”

 

 

I Focolai di Hamer sono delle immagini, evidenziabili alla TAC, che, tra l’altro presentano una morfologia diversa: il dott. Hamer non tardò a scoprire che la diversa struttura era legata alla fase del processo di malattia. Nella fase attiva del conflitto biologico subito dal paziente, i focolai si presentano come delle immagini nitide “a bersaglio”, come dei centri concentrici e definiti, espressione dell’attivazione neuronale durante la fase conflittuale. Nella fase, invece, che segue la risoluzione del conflitto, quando cioè il paziente esce dallo “stress” vuoi perché ha risolto il problema che lo assillava o perché si è messo il cuore in pace, l’immagine del focolaio cambia, i cerchi concentrici diventano più sfumati e tutta l’area appare rigonfia e scura segno dell’interessamento edematoso dell’area cerebrale interessata e della riparazione in atto. In questa fase, infatti, le cellule di rivestimento dei neuroni - la glia - proliferano lasciando, alla fine del processo, un esito cicatriziale.

Focolaio di Hamer alla Tac. Tratto da “Testamento per una Nuova Medicina”     Focolaio di Hamer alla Tac. Tratto da “Il capovolgimento diagnostico”

Focolaio di Hamer alla Tac cerebrale.                                                        Focolaio di Hamer alla Tac cerebrale.
Tratto da “Il capovolgimento diagnostico”                             Tratto da “Testamento per una Nuova Medicina”

I cosiddetti tumori cerebrali, quindi, altro non sono che l’esito di questo processo avvenuto innumerevoli volte a carico dello stesso FH. La ricerca empirica e l’osservazione diretta dell’interessamento cerebrale, quindi, portarono Hamer a mettere l’attenzione sullo shock della DHS, anche se la letteratura del tempo, nonostante avesse da decenni gli occhi sui meccanismi di reazione allo stress, fosse alquanto confusa proprio in merito a ciò. C’è da dire, in ogni caso, che negli anni successivi determinate prospettive di ricerca nell’ambito delle neuroscienze hanno fatto molta luce sui meccanismi delle reazioni emotive ed, in effetti, ora ne sappiamo molto di più su cosa avviene in quel momento in cui Hamer ha posto l’inizio di quella catena di eventi che normalmente è chiamata “malattia”: oltre alle verifiche empiriche condotte da Hamer, abbiamo, ora, la conferma anche dalle più recenti acquisizioni delle neuroscienze. La chiave di volta sta esattamente nella comprensione dei meccanismi neurobiologici delle emozioni.