La letteratura scientifica internazionale relativa alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è unanime nel dichiarare l’origine della Sclerosi Laterale Amiotrofica sconosciuta.    Dopo un secolo e mezzo di ricerca dedicata alla SLA, questa dichiarazione è inaccettabile! E' una vera e propria dichiarazione di incapacità.  Per le altre malattie neurodegenerative, siamo in tempi simili.  Tutto questo evidenzia un errore di impostazione della ricerca.  Se si osservano le sperimentazioni passate e quelle in atto di farmaci ritenuti potenzialmente utili per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), si constata uno scoordinamento completo, la mancanza di una strategia e, spesso, anche di una logica.  Si  pretende di curare senza sapere che cosa, per cui si prova di tutto alla ricerca della pillola magica...........mai del motivo per cui la patologia è nata!

Alla base è, a nostro avviso, il modello di riferimento: la scienza ufficiale considera il corpo come una entità priva di intelligenza, un involucro di massa e materia stimolato da impulsi elettrici che agisce in modo prevedibile. Un universo di tipo meccanicistico e senza Dio, popolato da organi simili ad automi e concepito in base a modelli cartesiani e newtoniani.[3]   La realtà che è stata lungamente studiata e descritta da diversi ricercatori anche di elevato livello, e che abbiamo potuto constatare in centinaia di casi esaminati con la metodica Bio-Explorer, è molto diversa: la mente, come noi la consideriamo è immateriale, ma ha un substrato fisico che si identifica tanto col corpo quanto col cervello. La mente tiene insieme la rete informativa nel corpo, agendo spesso al di sotto della coscienza, collegando e coordinando i sistemi  principali con i relativi organi e cellule in una sinfonia gestita con intelligenza.  Vi è dunque una rete psicosomatica informativa che unisce la psiche, di natura chiaramente non materiale, come mente, emozioni ed anima, al soma, che è il mondo materiale delle molecole, delle cellule e degli organi.[4]    Una intelligenza informativa guida l’energia e materia del corpo in tutti i sistemi determinandone il comportamento.

Fino a qui in estrema sintesi il lungo lavoro della Candace B. Pert Ph.D., ex neuroscienziata dell’NIH USA, scopritrice dei primi neuropeptidi e dei meccanismi di collegamento fra emozioni e processi biologici attivi. In aggiunta ai lavori svolti dai tanti studiosi dell’argomento psicosomatica europei ed americani, un ulteriore determinante contributo alla comprensione del legame anima-corpo, è venuto dal professore medico tedesco Ryke Geerd Hamer, con la definizione delle sue cinque leggi fondamentali delle patologie, nonché lo studio su decine di migliaia di casi esaminati, della correlazione fra specifiche aree cerebrali ed organi periferici ad esse collegati, nei quali si esprime la patologia che rappresenta sempre simbolicamente l’evento traumatico vissuto dal malato.

Il suo lavoro è stato duramente avversato dalla scienza medica occidentale legata alla visione delle cose di cui sopra, ma tutta la ns esperienza dimostra l’esattezza delle sue teorie, verificate anche in molti centri specializzati su migliaia di pazienti in tutta Europa, oltre che in test ufficiali in Università Europee.

Per un approfondimento della base teorica si rinvia a quanto riportato nei testi specificati in calce.[5]

Per quanto concerne la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), similmente ad altre patologie motorie, il simbolismo dell’evento traumatico è generalmente questo: conflitto di non poter fuggire (da qualcuno o da una situazione) o non poter raggiungere (qualcuno o qualcosa che si allontana) per le gambe, di non poter trattenere o respingere (con le braccia), di non poter liberarsi o schivare una situazione (spalle), non sapere come e dove andare (paralisi delle gambe).

Per quanto concerne il tronco encefalico, la simbologia rappresenta il “non poter inghiottire l’evento”, il “non poter parlare”, o simili.

 Il conflitto si intende generato in accordo con i seguenti punti:

  • sia vissuto in modo improvviso e drammatico, con grande emozione dominante;
  • non sia compreso come possa essere successo;
  • sia vissuto in solitudine, senza comunicare il nostro sentire, la nostra emozione provata;
  • non ci sia una soluzione al problema, all’evento.

I soggetti introversi sono quindi maggiormente predisposti ad innescare una patologia originata da trauma psichico.

Certamente il “terreno biologico” sul quale il trauma si somatizza, costituisce un elemento importante per determinare la soglia di attacco della patologia: nel caso specifico del tronco encefalico ad esempio, l’aver inalato sostanze tossiche (metalli, prodotti chimici, etc.), trasferite via assoni del bulbo olfattivo nell’area bulbare, riduce la funzionalità neuronale e delle cellule specializzate di supporto (astrociti, microglia, oligodendorociti, etc.) costituisce una aggravante, così come avere uno stato generale defedato, ma il trauma resta, salvo casi particolari, la via principe per l’innesco della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) sporadica e, probabilmente, anche di quella genetica.