Nel 1962 Kim Bong Han, un chirurgo coreano, scopriva un quarto sistema circolatorio corporeo, successivamente denominato Primo Vascular System (PVS),che utilizza energia bio-fotonica e attraversa cellule, tessuti e vasi, dotato di corpuscoli in corrispondenza dei punti di agopuntura. La scoperta rimase sconosciuta per una quarantina di anni, fino a quando alcuni ricercatori di biofisica dell’Università di Seul decisero di accertarne l’esistenza.
Gli studi, per ovvie ragioni, sono stati finora compiuti solo sugli animali, ma non ci sono motivi per supporre che il PVS non interessi allo stesso modo anche gli esseri umani, come confermano per altre vie i risultati della metodica in oggetto. Si tratta di una rete (ne è stata anche determinata la lunghezza delle maglie, che misurano 1-2 mm), coincidente in parte con i meridiani della Medicina Tradizionale Cinese (e relativi punti di agopuntura), con terminatori epidermici che danno informazione in tempo reale sullo stato del paziente, attraverso emissione di corrente elettrica. Grazie a queste ‘finestre’, punto di sbocco fotonico di strutture cellulari, vengono effettuatele misurazioni col Bio-Explorer. A ulteriore conferma, si può anche osservare che se i sistemi corporei, per trasmettere specifiche informazioni, si avvalessero solo di processi biochimici, il trasferimento sarebbe troppo lento. Un esempio tra tanti: la rapidità con cui gli stimoli sensoriali raggiungono il cervello attraverso gli organi deputati.