Somatizzazioni di eventi traumatici in aree cerebrali

 

Da quanto detto si evince come possa essere importante poter esplorare la presenza di somatizzazioni di eventi traumatici in specifiche aree cerebrali, con la conseguente espressione continua di neurotrasmettitori e neuropeptidi, nonché le catene di metaboliti e cataboliti progressivamente generati dai singoli sottoprocessi biochimici attivati dal fattore scatenante.

Rilevazione di patterns in aree cerebrali

La rilevazione di questi patterns, presenti sin dalle prime manifestazioni della patologia in una fase non ancora conclamata sia a livello dell’area cerebrale interessata, sia dell’eventuale organo sistemico correlato, ci permetterebbe di:

  1. identificare il rischio 
  2. intervenire rimuovendo la causa,

ove possibile, controllando l’evoluzione nel tempo del processo patologico ed intervenendo a livello farmacologico quando il terapeuta lo ritenesse opportuno.

Quanto sopra detto è altresì vero anche per patologie generate da meccanismi tossici, tipicamente antiparassitari di varia natura, metalli quali alluminio, mercurio, piombo e cadmio, nonché solventi e sostanze chimiche diverse, respirati per lungo tempo e trasferiti dal bulbo olfattivo nel tronco encefalico, con drammatiche conseguenze dovute a meccanismi degenerativi che si sviluppano in modo progressivo negli anni a seguire, come abbiamo avuto possibilità di accertare in molte occasioni, in piena aderenza con la letteratura scientifica.