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16/03/2011 16.40.29
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Dieta alimentare per la SLA

Salve Dott.Castrica,

                            sono Luca, e scrivo per conto di Giuseppa in cura da Lei.

Vorrei  chiedere a nome di tutti i malati di SLA, un vostro consiglio in merito ad una dieta alimentare specifica (chiaramente che si aggiunga alla vostra cura).

Le domando questo perchè mi sono reso conto che molto fanno gli integratori alimentari e le cure omeopatiche, ma molto importante è anche seguire una corretta alimentazione magari studiata ad "hoc" per questa tremenda patologia.

Spesso capita che le persone che si prendono cura di questi malati sono familiari inesperti, o badanti straniere (come nel mio caso), che preparano cibi a mio avviso "non adatti" nonostante la nostra premura, che non aiutano di certo l'efficacia della cura.

In pratica, secondo la sua lunga esperienza sulla SLA, cosa ci consiglia?

Quali cibi fanno bene e quali sarebbe meglio  evitare? (caffè, cibi piccanti) ecc.

La prego, siamo sicuri che i suoi consigli daranno una grossa mano a tutti.

A presto dottore! 

                                 LUCA Ciarpella




16/03/2011 18.43.33
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Francesco Castrica

R: Dieta alimentare per la SLA

La ringrazio per la stima che mi manifesta.  Chiarisco subito che sono un ricercatore non medico.

Nella SLA i processi di ossido-riduzione cellulare sono molto squilibrati sull'ossidato, quindi si devono usare cibi ricchi di sostanze antiossidanti sia idrofile che lipofile.  Ancora più importanti le lipofile, che possono meglio superare la barriera emato-encefalica.  Le membrane cellulari sono protette   da ubichinone e vitamina E.  Il loro peso molecolare è alto e non riescono a passare la barriera e.e. se non per saturazione dopo molto tempo (sui ratti, ns test, dopo tre settimane con rendimento molto basso).    I cibi ricchi di vitamina E vanno benissimo.  Es olio di fegato di merluzzo, etc.  Mangiare frutta non troppo zuccherina, ben lavata e sbucciata se serve.

Secondo punto: contribuire a riattivare l'energia nei neuroni danneggiati ma non morti: servono diverse cose, fra le quali PL-PUFA, quindi fosfolipidi polinsaturi: olio di arachidi e girasole,  tiamina (Vit B1), folati (verdure crude miste), Vit B12 (da carne in particolare, ne basta poca).

Terzo punto: il processo più dannoso che si riscontra quasi sempre è la glicosilazione.   Tagliare pesantemente carboidrati molto glicemici (zucchero, cioccolato, dolci in genere, gelati, caramelle, ridurre molto patate e riso, moderare pasta e pane)

Quarto punto: variare molto la dieta per reintegrare anche gli oligoelementi, ma soprattutto gli amminoacidi essenziali e non: usare pesce, specie azzurro (costa anche meno)

Quinto punto: usare alimenti con buon contenuto di sali (i 12 sali cellulari sono di vitale importanza): di nuovo verdure anche cotte, frutta, specie uva che basifica;

Evitare: fritture in genere: mai;  insaccati escluso prosciutto, interiora di maiale, tipo coratella, fegato,  piatti molto cucinati, eccitanti ripetuti (caffè), acqua gasata (il gas alza il diaframma), vino in modo molto moderato, superalcolici: mai.

Integratori: alcuni sono utili: creatina: max 2gr al giorno. (chiude i micropori sulle mebrane mitocondriali bloccando l'apoptosi che ne consegue). Utile in particolare all'inizio della patologia;  Nicotinammide: 1/4 di pasticca da 250 mg 4 volte al gg (blocca il processo di riparazione del DNA, che diventa suicida in certe condizioni); Vit gruppo B a medio dosaggio.

Dopo breve tempo il danno ossidativo per autossidazione dei neuroni rimasti attivati dalla somatizzazione di traumi vissuti, si formano danni genetici che rendono autososteneti i processi biochimici che distruggono i neuroni.  Per tal motivo si devono contrastare le singole carenze riscontrate nella produzione di energia che vanno viste persona per persona.

Raccomando in modo speciale DI NON FARE MAI SEDUTE DI CHELAZIONE CON LA SLA!!!!!!!  Si deve prima verificare SE sono presenti nel bulbo sostanze pericolose (e questo lo vede solo il Bio-Explorer), poi usare drenanti selettivi, spesso omeopatizzati, e MAI, ripeto MAI usare chelanti ad ampio spettro che portano via tutti i metalli seduta dopo seduta, facendo un disastro, se, come constatiamo sempre, non viene fatta una reintegrazione perfetta.   Molte sostanze tossiche che finiscono nel bulbo NON sono metalli e non chelabili per cui la chelazione fa solo danni senza risolvere il problema.  Questo succede perché ci si muove al buio, SENZA VEDERE la situazione in dettaglio nell'area cerebrale.    Quello che si vede nel sangue non ha nulla a che fare con ciò che sta avvenendo nelle aree cerebrali interessate. La barriera E.E. impedisce di vederlo!  Questa storia della chelazione è una delle tante conseguenze del fai da te di internet.  Ragazzi attenti a quello che fate!   Accendere il cervello prima di muovere le mani!  

Per le cure omeopatiche: servono solo sostanze omeopatizzate (per passare la barriera EE) in grado di spegnere neuroni rimasti attivati da somatizzazione di traumi psichici. In qualche caso possono essere utili per supporto di problemi ad organi interni.  Sui processi della malattia, difficilmente servono, se non in fasi particolari che devono essere verificate strumentalmente.