la medicina moderna
La capacità terapeutica delle patologie nel mondo occidentale ha compiuto un significativo progresso nell’ultimo mezzo secolo, permettendo l’allungamento della vita media, la possibilità di affrontare alcune malattie devastanti una volta senza possibilità di cura, lo sviluppo delle tecniche di Imaging che hanno consentito alla chirurgia ed odontoiatria di fare passi da gigante, lo sviluppo dei vaccini, degli antibiotici e, più recentemente, degli anti virali, e così via, ma una più accurata visione dello stato delle cose, rivela alcune lacune, anche gravi, che riguardano l’approccio terapeutico occidentale nel suo insieme.
Le incapacità della medicina moderna
1 Incapacità, nella maggioranza dei casi, di risalire all’origine delle patologie.
2 Incapacità di collegare strettamente i meccanismi psichici con lo stato clinico delle persone, se non definendo un molto generico stato di stress!
3 Mancato trasporto nella pratica clinica della PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) che offre una visione olistica dell’essere vivente, col giusto peso per ciascuna delle componenti.
4 Incapacità di indagare senza invadere i processi biochimici patologici attivi nelle aree cerebrali, causa della maggior parte delle malattie organiche.
La prevenzione
L’incapacità di individuare patologie con tempi di sviluppo lunghi in condizioni asintomatiche, impedisce DI FARE PREVENZIONE per allungare la vita del paziente quando le sue condizioni sono ancora buone e non, quando ormai il degrado fisico è notevole, con gravi conseguenze economiche e sociali.
L’approccio terapeutico
Uso di tecniche terapeutiche del tipo mazza da baseball che impongono all’organismo una soluzione forzata dall’esterno e non il ripristino delle funzionalità naturali correggendo i processi biochimici alterati
L’approccio alla malattia
1 La nostra medicina è rivolta essenzialmente alla clinica, quindi aspetta la manifestazione fisica della malattia per intervenire, osservando i “sintomi”. In assenza di sintomi di regola non interviene
2 Per le patologie neurodegenerative questo modo di ragionare, ben specificato in protocolli ufficiali, è deleterio, in quanto al momento della diagnosi effettuata con le risorse diagnostiche attuali, la maggior parte dei neuroni interessati è già andata perduta. La diagnosi deve essere molto pre-sintomatica!
L’approccio alla malattia dei medici
1 Sono pochi i medici che studiano i processi biochimici alla base di ciascuna malattia, ne hanno il modo per evidenziarli nelle aree cerebrospinali e spesso, anche sistemiche. Questo limite impedisce loro, in molti casi, di fare prevenzione, che sarebbe peraltro fattibile, poiché i processi patologici si manifestano con molto anticipo sui segni clinici
2 Intervenendo quando la malattia è conclamata si devono usare terapia drastiche e non dolci, come si potrebbe fare agendo in anticipo
Il sistema immunitario
Il sistema immunitario viene analizzato, molto parzialmente, per la sua attivazione (produzione di anticorpi), ma non per la sua inibizione in ambito locale o centrale, preferendosi agire in modo coercitivo (la mazza da baseball) sui processi patologici attivi con sostanze fornite esogene e distribuite dal circolo in tutto l’organismo, invece di riattivare il processo naturale di difesa nella specifica area di interesse.
I parassiti
In molti li hanno in pochi lo sanno!
Alcuni meccanismi patologici sono del tutto trascurati, vedi ad esempio la presenza di parassiti nell’apparato digerente od organi interni, attivatori primari delle intolleranze alimentari, di patologie cutanee, respiratorie ed altre.
Batteri, virus e funghi
L’attivazione di batteri, virus e funghi è sempre combattuta senza analizzare la situazione del paziente ed il ruolo che detti microbi stanno svolgendo, spesso protettivo, verso l’organismo
La componente biofisica
La fisiologia, la biologia e la biochimica, hanno descritto, spesso anche in modo raffinato, la struttura dei viventi dalle cellule fino al singolo organo, le funzionalità di ciascun elemento ed i processi attivi nelle varie tipologie di cellule, ma questi ultimi solo dal punto di vista biochimico, mentre la componente biofisica è del tutto trascurata. Per la medicina la molecola legante attiva il recettore correlato solo chimicamente, la possibilità di attivarlo col campo elettromagnetico emesso dalla molecola legante, non è presa in considerazione.
I segnali elettrici
I segnali elettrici emessi dai vari organi (cuore, cervello, etc.,) sono visti come indicatori del comportamento organico, ma i meccanismi biofisici che affiancano quelli biochimici in tutti i livelli gerarchici della regolazione metabolica, dalla singola cellula fino alle aree cerebrali, sono del tutto ignorati.
I campi elettromagnetici
Il colossale sistema informativo corporeo basato su codici trasportati dai campi elettromagnetici emessi da ogni sostanza, non è preso in considerazione: senza reazione chimica nulla si muove Per la medicina il prodotto omeopatico non può funzionare perché non vi è materia!
Ma vi è informazione!
La fisica quantistica
Gli studi che hanno portato avanti i fisici quantistici nel settore della biofisica per alcuni decenni, studi che hanno portato un contributo determinante alla comprensione dei meccanismi di gestione dei processi cellulari, sono stati ignorati quasi completamente: una intero mondo, il mondo della Quantum Electro Dynamics in Medicine (QED-M) è stato messo da parte, in mano a piccoli gruppi di specialisti che portano avanti una nuova visione della realtà vivente, nel più totale isolamento e, spesso, avversati.
Gli schemi terapeutici
1 Un ulteriore appunto che si può muovere alla moderna medicina, è la perdita di centralità del medico, che sempre di più si deve attenere a schemi di terapia precostituiti (i famosi protocolli) e chi sgarra si assume pesanti responsabilità!
2 Se una sempre maggiore percentuale di pazienti si rivolge alla medicina alternativa, anche essa con problemi al suo interno, vuol dire che la soddisfazione dei malati è in diminuzione e l’intera medicina viene vista con sospetto, per la sua classica incapacità di spiegare il perché di quanto avviene
Perché?
“Dottore perché mi è venuto un tumore al seno sinistro e non al destro?”
“Dottore conosco persone che fumano come turchi da decenni e non hanno mai avuto nulla ed io, che non sono un fumatore, ho un bel cancro ai polmoni?”
“Dottore io vivo in campagna da decenni, non ho mai fumato, faccio vita sana, perché mi è venuto un enfisema bilaterale?”
“Dottore, sono un ragazzo giovane, nemmeno 30 anni, ho sempre fatto sport, ho mangiato bene, non ho mai usato droghe, ora mi ritrovo su una sedia a rotelle con la SLA. Come è possibile?”
La risposta
La medicina non sa rispondere a queste domande ed a tutte le altre simili. Eppure la risposta si può avere, precisa, circostanziata, se si accetta una visione completa dell’essere vivente e non solo la parte che ci fa comodo!
Le ricadute
Si può curare una patologia senza sapere perché è nata? Si può riparare il motore di un’automobile senza aprire il cofano per vedere cosa si è rotto? Vi fidereste di una simile riparazione?
Se l’evento che ha generato la malattia è sempre attivo, avremo ricadute a scadenze più o meno prossime, altre manifestazioni in altri organi: il “follow-up” positivo a tre, cinque, dieci anni, serve proprio a dichiarare che la causa sta ancora li.
La soluzione
Le considerazioni finora esposte, hanno stimolato la nascita della metodica diagnostica non-invasiva “BIO-EXPLORER”, in grado di rispondere pienamente alle esigenze elencate.

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